Castello di Sarre - Prima parte

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Castello di Sarre - Prima parte

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Ciao Steemians!


Qualche tempo fa sono stato a visitare questo Castello assieme a mia madre e la mia compagna. Dall'esterno sembrerebbe abbastanza anonimo, somiglia più ad una fortezza che a un castello vero e proprio, difatti le prime notizie di questo edificio si hanno a partire dal XIII secolo, dove nei documenti si parla di Torre di guardia o Casa forte. Fu acquistato, dopo alcuni passaggi di proprietà, nel 1869 dal re d’Italia Vittorio Emanuele II, il quale lo ristrutturò per utilizzarlo come residenza durante le sue battute di caccia in Valle d’Aosta.












Facilmente raggiungibile seguendo la statale 26 in direzione Cogne, poco dopo aver sorpassato la città di Aosta lo si trova sulla propria destra quasi attaccato alla strada. Una breve salita di qualche centinaio di metri ed é possibile parcheggiare in un piazzale con una ventina di posti macchina poco distante dall'entrata. Una volta scesi abbiamo percorso un viale di circa una trentina di metri per poi varcare la soglia del cancello principale.












Subito sulla sinistra si trova una piccola cappella, qualche metro dopo si arriva alla porta d'ingresso, avvolta da un albero che a prima vista sembrerebbe morto. Subito dopo la soglia d'accesso ecco la biglietteria, fatto il biglietto in pochi minuti ci siamo uniti al gruppo pronto a partire, accompagnati da una guida che ci ha accompagnato durante il tragitto raccontandoci la storia ed alcuni aneddoti sul Castello e della famiglia reale.












Suddiviso su tre piani, dei quali l'ultimo, come spesso accade, non era aperto al pubblico. Come per il Castel Savoia le cucine erano separate dalla zona residenziale, dato che la Regina non amava che l'odore del cibo si propagasse tra le stanze.












Se l'esterno non mi ha colpito moltissimo, l'interno mi ha fatto l'effetto opposto, colmo di oggetti di vario tipo, statue, dipinti e suppellettili, molti di questi, a detta della guida turistica, presi in prestito da alcuni musei di Torino. Abbiamo visitato le stanze reali, camere da letto, bagni e sala da pranzo, fino a giungere in un corridoio a dir poco unico, le cui pareti sono volutamente oblique per far risaltare maggiormente gli ornamenti che ne tempestano i muri, quelli che a prima vista potrebbero sembrare pezzi di legno sono in realtà corna di stambecchi e camosci.












Migliaia di corna unite per abbellire le mura, una fissazione soprattutto di Re Umberto I, figlio di Emanuele, che amava tantissimo la caccia. Animali che rischiano l'estinzione, anche grazie anche a lui a quanto pare, dato che ne ha uccisi migliaia, la guida ha stimato che il conteggio dei corni si aggirasse attorno ai 3.000, un impatto fortissimo su due intere specie.


Considerato l'alto numero di fotografie scattate durante la visita, ho deciso di dividere questo articolo in due parti, ci si vede domani con la seconda parte!


Grazie per aver letto e guardato, un grande abbraccio ed a presto!


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