The Boys: o la ami o la odi! - part 2

in Olio di Balenalast month

A queste attente e stratificate riflessioni sul mondo, The Boys ha agganciato una volontà chiara e ben affermata di voler coccolare e approfondire il percorso di ogni suo personaggio.

Fatta eccezione per la storyline dedicata a Deep (molto poco importante ai fini della storyline principale), tutti hanno beneficiato di una minima ma importante caratterizzazione senza, per fortuna, perdere l'ironia, la disfunzionalità che bene o male identifica ogni personaggio.

Starlight riesce a distaccarsi definitivamente dalla tossicità dei 7.

Queen Maeve vive il suo momento di svolta.

A Train tocca con mani quanto torbido sia il mondo che lui stesso ha contribuito a creare.

Hughie resta nel suo limbo ma emerge chiaramente in lui la voglia di costruire con le proprie mani la sua stessa esistenza.

Mother Milk potrebbe abbandonare il gruppo ma non lo fa.

Kimiko e Frenchie intraprendono una strada che li porta a diventare intimamente amici.
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E poi ovviamente ci sono Butcher e Homelander, ancora una volta grandissimi mattatori della stagione.

Su Butcher scopriamo molte più cose appartenenti al suo passato, con un episodio interamente dedicato a lui e una serie di sequenze che lo vedono coinvolto con il padre (saluti a John Noble, è sempre un piacere rivederla!), con Becca e con personaggi noti o meno noti che aggiungono informazioni e profondità al personaggio interpretato da Karl Urban. Oltre all'approfondimento assistiamo anche ad una serie di momenti nei quali Butcher si trova costretto o sceglie di decidere. Saranno momenti cruciali per l'evoluzione del personaggio ed il fatto che Eric Kripke e compagni vogliano stratificare il personaggio e metterlo di fronte allo specchio è un segno di forza (scongiurata la Daryl Dixon sindrome...).

Homelander, pur non ricevendo lo stesso approfonimento in termini di background, viene forse ancor di più messo sotto la luce dei riflettori.

L'arrivo di Stormfront sposta le attenzioni sulla nuova eroina del popolo, gettando, di riflesso, un'ombra lunghissima sul Patriota. L'offuscamento della sua fama ci permette di sentenziare definitivamente che Homelander è un uomo pericolosissimo con poteri enormi ma è anche un uomo che sbaglia, uccide, mortifica perchè mosso dal proprio ego e dall'incommensurabile voglia di essere amato (la scena finale della masturbazione sul tetto del mondo è epica in tal senso).

In un'accezione più universale, Homelander non risulta un vero pericolo pubblico. Non c'è una missione salvifica e contorta che lo spinga ad agire come agisce, non vi è un diabolico piano, non c'è un odio verso razze, religioni, individui ma solo la perseveranza della celebrità e dell'affetto pubblico.

Stormfront fa da contraltare, permettendoci di immaginare i risvolti di un potere cosi devastante nelle mani di una furiosa e maniacale odiatrice, strategicamente 1000 passi avanti al Patriota e attaccata a malsani principi che attingono a piene mani dal nazionalsocialismo.

L'arrivo di Stormfornt gela Homelander ma riscalda il rapporto del pubblico (quello reale) nei confronti del personaggio di Anthony Starr, più solo che mai e con un barlume di empatia e paternalismo nei confronti di Ryan.

The Boys 2 si è dimostrato essere un prodotto tutt'altro che banale, consapevole dei propri mezzi e orgoglioso delle proprie origini.

Kripke e gli altri autori sono riusciti, senza grosse sbavature, a ritornare alla carica più forti di prima, lasciando inalterate le dinamiche della prima stagione, le sequenze trash, le scene cult, il carisma e la follia dei propri personaggi, sostituendo l'effetto sorpresa con una più lenta e profonda analisi della società americana.

In questa seconda stagione, volendo essere più seri del dovuto, cogliamo un clamoroso grido di aiuto che noi stessi rivolgiamo, indovinate a chi?

A noi stessi.

Sembra quasi che The Boys 2 ci spinga a svegliarci, in uno strano e contorto modo (Fargo docet), svegliarci dal torpore a cui gli smartphone ci hanno relegato, alla riscoperta di uno spiriti critico e di un senso civico oramai sopiti.

Il finale è abbastanza anticlimatico anche per questo motivo, perchè proietta lo spettatore verso un orizzonte che non ci aspettavamo di vedere riflesso in The Boys ma che ci accorgiamo poter essere possibile proprio passando dalla consapevolezza che quegli splendidi e potentissimi imbecilli sono lo specchio delle nostre idolatrazioni, dalla nostra rassegnazione a demandare ad altri il controllo delle nostre sensazioni ed emozioni, delle nostre vite.

Forse Kripke ed Amazon volevano solo intrattenerci, chissà, ma nel farlo sono riusciti a scavare molto molto a fondo nella superficie delle cose.

La terza stagione è già in cantiere e sarà sicuramente un altro pugno nello stomaco tirato a suon di parolacce e ironici riferimenti alla contemporaneità.

Trama: 8
Sviluppo Personaggi: 7
Complessità: 9
Originalità: 10
Cast: 7
Impatto sulla serialità contemporanea: 9
Componenete Drama: 6
Componente Comedy: 6
Comparto tecnico: 7
Regia: 7++
Intrattenimento: 10
Coinvolgimento emotivo: 6,5
Soundtrack: 8++

https://www.serialfiller.org/post/the-boys-la-seconda-stagione-meno-folle-ma-pi%C3%B9-potente
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