My second life #17 [IT-EN]

in Olio di Balena3 months ago


My second life
#17
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Una sera Luca scende a buttare la spazzatura, ma quando cerca di rientrare nella sua casa, al 20° piano di un palazzone di periferia, scopre che nel suo appartamento ci abita un'altra persona e che la sua vita, come era fino a qualche momento prima, non esiste più. Cominciano da questo momento per Luca nuove ed inaspettate avventure che si mischiano ai ricordi della sua vecchia vita.


Mamma

Al contrario di mio padre, Marianna, mia madre, parlava in continuazione, solo del suo lavoro non amava parlare, tutto il resto era materia di discorsi continui, di discussioni, di litigi, un fiume in piena di parole che sfogava principalmente su me e mio fratello, visto che mio padre era praticamente sempre o al lavoro o al bar o a pescare o comunque in giro.
Da uomo taciturno e introverso odiava visceralmente quell'inutile profluvio di parole ed evitava di essere presente agli sproloqui di mia madre. Sostanzialmente non si vedeva mai in casa. Mia madre si doveva sobbarcare anche tutti i lavori di casa, doveva far da mangiare, pulire, lavare, stirare. A quei tempi nei paesini come il nostro mio padre, come tutti gli altri uomini, non ritenevano che i lavori di casa rientrassero a nessun titolo tra le loro incombenze, né mia madre mise mai in discussione questo aspetto della vita familiare.
Malgrado le grandi differenze tra i due io rimasi convinto per tutta la vita, fino alla morte di mio padre, che comunque avessero un loro modo di capirsi e di andare d'accordo. Mai li avevo visti litigare, mai c'erano stai screzi o incomprensioni, almeno mai io avevo visto niente di simile.
Per questo ci rimasi malissimo quando, dopo soli tre mesi dalla morte del marito Marianna mi telefonò per dirmi che aveva venduto la casa in paese. “Sai è troppo grande per me, sono rimasta da sola.” Mi disse che avrebbe traslocato a giorni, che andava ad abitare in città. Lì per lì rimasi così stupito che non chiesi nulla, non mi resi nemmeno conto di quante cose non tornavano in quella storia. Chiesi solo se aveva bisogno di una mano per il trasloco, ma lei mi disse che facevano tutto loro. Mi diede il suo nuovo indirizzo e il nuovo numero di telefono, io lo scrissi su un foglietto e lo lasciai sul mobiletto accanto all'apparecchio.
Non ci eravamo mai presi molto io e mia madre, lei era sempre stata più attaccata a mio fratello Gianni, con il tempo lui aveva preso l'abitudine di darle corda nei suoi lunghi dialoghi, io mi trovavo meglio a stare zitto con mio padre Antonio che a parlare con lei. Non ci sentivamo spesso, lei non cercava me, io non cercavo lei. Qualche settimana dopo la telefonata del trasloco, di cui parlai ben poco anche con Elena, mi misi a cercare, non so nemmeno io perché, un libro che mi ero messo in testa di rileggere. Dopo inutili ricerche arrivai alla conclusione che doveva essere rimasto a casa dei miei. In quel momento mi si presentò, con tutta la sua evidenza, l'assurdità del trasloco in città di mia madre.
Come poteva essere che lei, moglie di un contadino, vissuta tutta la vita in un paesino sperduto in mezzo alla campagna, all'improvviso, a pochi mesi dalla morte del marito, avesse venduto casa, si fosse trasferita in città, una città dove era stata forse in tutto un paio di volte prima di allora?


...continua


One evening Luca goes down to take out the garbage, but when he tries to return to his house, on the 20th floor of a suburban building, he discovers that another person lives in his apartment and that his life, as it was until some moment before, it no longer exists. From this moment on, new and unexpected adventures begin for Luca, which mix with the memories of his old life.


Mum

Unlike my father, Marianna, my mother, talked all the time, only about her work she did not like to talk, everything else was a matter of continuous speeches, discussions, quarrels, a flood of words that vented mainly on me and my brother, since my father was practically always either at work or at the bar or fishing or in any case around.
As a taciturn and introverted man, he viscerally hated that useless flood of words and avoided being present to my mother's rants. We basically never saw him at home. My mother also had to undertake all the housework, she had to cook, clean, wash, iron. In those days in villages like our father, like all other men, did not consider that housework was part of their duties in any way, nor did my mother ever question this aspect of family life.
Despite the great differences between the two, I remained convinced throughout my life, until my father's death, that they still had their own way of understanding and getting along. I had never seen them argue, there were never any quarrels or misunderstandings, at least I had never seen anything like it.
This is why I was very upset when, only three months after her husband's death, Marianna telephoned me to tell me that she had sold her house in the village. ""You know it's too big for me, I'm left alone."" She told me that she would be moving in a few days, that she was going to live in the city. There and then I was so amazed that I did not ask for anything, I did not even realize how many things did not add up in that story. I only asked if she needed a helping hand with the move, but she told me they did everything themselves. She gave me her new address and her new phone number, I wrote it down on a piece of paper and left it on the cabinet next to the phone.
My mother and I had never taken much care, she had always been more attached to my brother Gianni, over time he had got into the habit of giving her rope in hers long dialogues, I was better off keeping quiet with my father Antonio than to talk to her. We didn't talk often, she wasn't looking for me, I wasn't looking for her. A few weeks after the phone call about the move, of which I spoke very little even with Elena, I started looking for, I don't even know why, a book that I had made up my mind to reread. After fruitless research, I came to the conclusion that it must have stayed at my parents' house. At that moment the absurdity of my mother's move to the city presented itself to me, with all the evidence.
How could it be that she, a farmer's wife, who had lived all her life in a remote village in the middle of the countryside, suddenly, a few months after her husband's death, had sold her house, moved to a city, where she have seen in all a couple of times before?


...continua


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Ma che fine avevi fatto @ilnegro era da un bel pò che non vedevo i tuoi post

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