Recensione Libro: Eppur Cadiamo Felici

in Olio di Balena2 months ago

Magari, trad. “Se solo questa cosa potesse essere vera”, dal greco ‘makarios’ che significa ‘felice’.
La felicità è una possibilità.
Da costruire, in cui sperare, da cercare, da far affiorare, nei momenti di tregua dalle inondazioni di emozioni contrastanti, come lo spettacolo magico dei resti del borgo abbandonato di Movada che torna alla luce nei periodi di secca del lago artificiale di Redona.

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La felicità richiede un’immersione per trovarla e portarla in superficie dal buio delle profondità, al di là dei limiti e delle storture. Perché la felicità cade ed è proprio precipitando che realizziamo quanto in alto eravamo arrivati, lì dove eravamo felici senza saperlo.

Sta tutta lì la bellezza, nelle cose fragili, evanescenti, in quelle difficili e nelle sfide. È l’adolescenza il periodo in cui abbiamo capito che la felicità non sta ferma e immobile ma corre, fugge e cade. Non è una certezza ma un obiettivo da afferrare. Gioia e Lo, i protagonisti del romanzo di Entico Galiano, lo scopriranno, come tutti i ragazzi, sulla propria pelle.
Due moderni Amore e Psiche perseguitati dai fantasmi della loro immaginazione, delle loro proiezioni, delle assenze e delle mancanze. Persi ognuno nel buio del proprio abisso, saranno l’una per l’altro e viceversa la luce in superficie a cui tendere per risalire e rinsavire.

Come la goccia di olio bollente che cade dalla lucerna di Psiche sulla spalla di Eros svegliandolo, dal sogno d’amore di Gioa e Lo, sarà la scoperta e lo svelamento di un segreto a riportarli alla dura realtà, per scoprire che la felicità è fragile e infrangendosi fa rumore. Uno strappo nel cielo che metterà Gioia e Lo con le spalle al muro e davanti alle responsabilità di chi sta imparando a crescere, ad amare, a salvare e a salvarsi.

È da sempre la storia di ogni uomo e di ogni donna, un big bang necessario, un’esplosione cosmica di emozioni e desideri che trasformerà i ragazzi in adulti. Come l’amore che nasce sempre al buio, di nascosto, tra i silenzi e negli sguardi ma che per continuare a vivere ha bisogno della luce, di trasformare l’io in noi, distogliendo l’attenzione su se stessi e accendendola sull’altro.

Enrico Galiano racconta la storia delicata e dolorosa che appartiene di diritto ad ogni adolescente di oggi e di ieri. Quel viaggio in acque torbide, per staccarsi dalla sicurezza del cordone ombelicale quando i genitori, improvvisamente diventano estranei, mostri da sconfiggere. Salvo poi rendersi conto che nell’ascolto vicendevole sta la via d’uscita e che il naufragare può essere dolce in questo mare perché la felicità fa rumore, certo, ma è decisamente un bel rumore.

Una bella storia che si legge tutta d’un fiato e nella quale, magari, anche chi ha lasciato l’adolescenza da un po’ e ha già ‘cambiato’ pelle, potrà riconoscersi. Perché in realtà non rinunciamo mai alla conquista della felicità, nonostante questa assomigli sempre più all’isola che non c’è: una terra promessa dove approdare sembra impossibile, ma il cui richiamo è più forte di qualsiasi altro rumore.

ENG

Maybe, trad. "If only this thing could be true", from the Greek 'makarios' which means 'happy'.
Happiness is a possibility.
To be built, in which to hope, to look for, to bring to the surface, in moments of respite from the floods of contrasting emotions, such as the magical spectacle of the remains of the abandoned village of Movada which comes to light in the dry periods of the artificial lake of Redona.

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Happiness requires immersion to find it and bring it to the surface from the darkness of the depths, beyond limits and distortions. Because happiness falls and it is precisely by falling that we realize how high we had arrived, where we were happy without knowing it.

Beauty is all there, in fragile, evanescent things, in difficult ones and in challenges. Adolescence is the period in which we understood that happiness does not stand still and motionless but runs, flees and falls. It is not a certainty but a goal to be grasped. Gioia and Lo, the protagonists of Entico Galiano's novel, will discover it, like all boys, on their own skin.
Two modern Cupid and Psyche haunted by the ghosts of their imagination, their projections, absences and shortcomings. Each lost in the darkness of their own abyss, they will be for each other and vice versa the light on the surface to strive for in order to go back to his senses.

Like the drop of boiling oil that falls from Psyche's lamp on Eros's shoulder, waking him up, from the love dream of Joa and Lo, it will be the discovery and unveiling of a secret to bring them back to harsh reality, to discover that happiness is fragile. and breaking it makes noise. A tear in the sky that will put Joy and Lo with their backs to the wall and facing the responsibilities of those who are learning to grow, to love, to save and to save themselves.

It has always been the story of every man and woman, a necessary big bang, a cosmic explosion of emotions and desires that will transform boys into adults. Like love that is always born in the dark, secretly, between silences and gazes but that to continue living needs light, to transform the ego into us, diverting attention to oneself and turning it on to the other .

Enrico Galiano tells the delicate and painful story that rightfully belongs to every teenager of today and yesterday. That journey into murky waters, to break away from the safety of the umbilical cord when the parents suddenly become strangers, monsters to be defeated. Except then realizing that listening to each other is the way out and that being shipwrecked can be sweet in this sea because happiness makes noise, of course, but it is definitely a good noise.

A beautiful story that can be read in one breath and in which, perhaps, even those who have left adolescence for a while and have already 'changed' their skin, will be able to recognize themselves. Because in reality we never give up on the conquest of happiness, despite the fact that it increasingly resembles the island that doesn't exist: a promised land where landing seems impossible, but whose call is stronger than any other noise.

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