Dove finisce il gelo

in Olio di Balena2 months ago (edited)

Dove finisce il gelo [ita/en]
(una favola di @adinapoli)

ITA
Tanto tempo fa, in un Paese lontano lontano, era sempre Primavera.
Nessuno sapeva esattamente dove fosse né come arrivarci e, pertanto, tutta la gente vissuta a quell'epoca non credeva per nulla all'esistenza di quel luogo incantevole.
Solo qualche viaggiatore che aveva smarrito la strada maestra e qualche mercante che sperava di avere imboccato una scorciatoia, ogni tanto, raggiungeva per puro caso l'incredibile regione “fuori dal Tempo” nella quale veniva accolto e ospitato da una popolazione cortese e civile. I pochi visitatori che decidevano di tornare negli squallidi sobborghi da cui provenivano, difficilmente raccontavano la loro occasionale sosta, per timore di venire considerati dei visionari o, peggio, dei folli.

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Una notte, durante un violento temporale, un fulmine colpì la fabbrica di mobili della maggiore città del circondario. Lo stabilimento prese rapidamente fuoco e al mattino era ridotto solo ad un cumulo di ceneri fumanti. Ma il peggio fu che tutti i falegnami che lavoravano all'interno dell'edificio distrutto persero il lavoro e con esso la loro unica fonte di sostentamento. Dopo un primo momento di sconforto gli esperti falegnami si misero all'opera per ricostruire l'edificio e riprendere l'attività. Tutti tranne il più giovane, Giuliano, il quale, in preda alla disperazione, fu visto mentre si allontanava da solo dal grosso centro abitato in direzione della foresta.
Intanto stava cominciando a nevicare.
Immerso nei suoi cupi pensieri Giuliano non si era reso conto della distanza percorsa e, incurante delle avverse condizioni atmosferiche, procedeva lungo il sentiero innevato andando incontro ad una bufera di neve che avanzava minacciosa.
Lo sfortunato Giuliano si accorse troppo tardi che la sola speranza di salvezza che gli restava era tentare di trascinarsi fino all'abitazione più vicina, ma, in grave stato di ipotermia e mezzo assiderato, perse i sensi ai piedi di un albero di mele cotogne.

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Un soffice manto di neve lo aveva coperto quasi del tutto quando venne ritrovato provvidenzialmente dal cane di Simonetta. Il sagace animale diede l'allarme e i soccorritori lo condussero in paese dove venne medicato e ristorato. Grazie al tepore domestico ed alle cure ricevute in casa della premurosa infermiera, lo “scongelato” falegname si riprese in fretta. Giuliano non rimase insensibile alla gentilezza ed alle mille attenzioni di Simonetta e quando con ardore le dichiarò il suo amore ella ammise di ricambiare l'intensa passione. Attorno alla casa di Simonetta, nella quale, ormai completamente guarito, Giuliano era rimasto a vivere, i giardini erano sempre pieni di fiori e il sole che brillava in cielo scaldava, senza mai bruciare, il loro volto e quello degli irreprensibili vicini. L'armoniosa convivenza civile e il clima mite non potevano essere semplicemente una fortunata coincidenza meteorologica, ma scaturivano dalla disponibilità verso gli altri e dal cosiddetto calore umano.
Comprese allora che non si trovava in una qualsiasi località geografica, individuabile attraverso le indicazioni stradali, ma si trattava certamente del misterioso Villaggio della Concordia che esiste davvero, ma solo all'interno di un “miraggio collettivo” disciplinato da valori sinceri come l'Onestà, l'Altruismo e la Solidarietà che sono le virtù capaci di restituire anche ai disperati la voglia di vivere e la fiducia nel genere umano.

Testo e fotografie di @adinapoli (s)
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Le fotografie appartengono all'autore.

EN
A long time ago, in a distant, distant country, it was always Spring.
Nobody knew exactly where it was or how to get there and, therefore, all the people who lived at that time did not believe at all in the existence of that enchanting place.
Only a few travelers who had lost the main road and some merchants who hoped to have taken a shortcut, every now and then, reached by pure chance the incredible region "out of time" in which they were welcomed and hosted by a courteous and civil population. The few visitors who decided to return to the squalid suburbs from which they came, hardly told their occasional stop, for fear of being considered visionaries or, worse, crazy.
One night, during a violent storm, lightning struck the furniture factory in the largest city in the district. The factory caught fire quickly and in the morning was reduced to nothing but a pile of smoking ashes. But the worst was that all the carpenters working inside the destroyed building lost their jobs and with it their only source of income. After an initial moment of discouragement, the expert carpenters set to work to rebuild the building and resume business. All except the youngest, Giuliano, who, in desperation, was seen walking away alone from the large town in the direction of the forest.
Meanwhile it was starting to snow.
Immersed in his dark thoughts Giuliano had not realized the distance traveled and, regardless of the adverse weather conditions, proceeded along the snowy path to meet a snowstorm that was advancing threateningly.
The unfortunate Giuliano realized too late that the only hope of salvation that remained was to try to drag himself to the nearest house, but in a severe state of hypothermia and half frozen, he passed out at the foot of a quince tree.
A soft blanket of snow had covered him almost completely when he was providentially found by Simonetta's dog. The shrewd animal gave the alarm and rescuers took him to the village where he was medicated and restored. Thanks to the domestic warmth and the care received in the house of the caring nurse, the "thawed" carpenter recovered quickly. Giuliano was not insensitive to Simonetta's kindness and a thousand attentions and when he ardently declared his love to her, she admitted to reciprocating the intense passion. Around Simonetta's house, in which, now completely healed, Giuliano had remained to live, the gardens were always full of flowers and the sun that shone in the sky warmed, without ever burning, their faces and that of their irreproachable neighbors. The harmonious civil coexistence and the mild climate could not simply have been a lucky meteorological coincidence, but arose from the availability towards others and from the so-called "human warmth".
He then understood that it was not in any geographical location, identifiable through the road signs, but it was certainly the mysterious Concordia Village that really exists, but only within a "collective mirage" governed by sincere values ​​such as Honesty , Altruism and Solidarity which are the virtues capable of restoring even the desperate the will to live and trust in the human race.

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Text and photos by @adinapoli (s)

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