Act according to conscience - Agire secondo coscienza

in freewrite •  27 days ago 

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Fonte Pexels Immagine CC0 creative commons.


ENG
Have you ever found yourself needing to help someone? Maybe a person you didn't know but who was in a problem situation? When it happens the moods are multiple, complex and difficult to describe.
Saturday I was coming home after a work appointment, I was driving, it was past 12, I was hungry and a little tired, I went to an intersection, there are two roads to get to my house and I notice a person lying on the ground on the road, right at center of the road.
The cars pass by, dodge it, slow down the little just to see who it is and what it is doing but then they start up again, obviously curiosity cannot be kept at bay. I admit that I too became intrigued, so I approached and got out of my car, approaching me I realized that the person in question was a woman, a poor woman in an altered state of conscience, confused, lying in a prone position, occasionally raised her head blabbering senseless things. Instinct tells me to get closer to understand the gravity of the situation, I had the phone ready to dial 118 and call an ambulance, I ask a simple question to the woman: "everything ok?" She stands up and starts chase after me calling me Beppe. I was scared, the person in question had foam at the mouth, wide eyes, pants down, a sweater worn backwards and without shoes. In the meantime a couple of cars had stopped and I shouted to one of the drivers to call an ambulance, I was taken by the escape.
Meanwhile, the crowd of onlookers increased, but everyone was kept at a distance, there were those who hid behind the windows of the house or who, quietly in the car, was a voyeur, the problem is that no one was helping.

A man, seeing me in difficulty, called an ambulance and the police.
The woman calmed down and began to talk to a pole, I caught a breath for a moment trying to rationalize what was happening and I noticed two children, in the garden near the road, who were watching everything, I discovered later that they were two of the four children of the poor woman.
The medical aid had been alerted and the police too, the woman seemed to have calmed down, I tried to get close to understand, try to help her and I saw her with her pants down to her ankles, she seemed in another world, disconnected phrases and drool constantly around his lips but the most impressive thing was his eyes: black, huge and damn scary.
Time passed, people went away, I felt guilty, I don't know why but I didn't want to leave the woman.
At one point she started running again and threw herself into a stream that lined the road, a ditch used to irrigate the fields, cold and dirty water, I thought the worst. I yelled at her to go out but she was like she didn't hear me. She had also cut herself because she had passed between brambles.

When she came out of the water she climbed over a fence falling from her back to the ground, immediately got up and started running again, she was soaked and dirty, unable to understand and obviously feel pain.
He sat on the ground and I took the opportunity to try to calm her, I approached her and began to talk to her I asked her the name (Simona), the surname and age and strangely she answered me. I wanted to help her, I wanted to prevent her from seriously hurting herself and speaking seemed to me the right move.
As I spoke to her, a man arrived, and they told me later that he was her companion, who took her and took her into the house.
They lived right in the house next to the street where I had found it.
The ambulance arrived, even 15 minutes had passed since the call but it seemed like an eternity, the law enforcement agencies never showed up.
The rescuers entered the house but the absurd thing is that as the ambulance arrived, dozens of people, all worried and all with something to say, materialized as if by magic.
The doctor asked me a few questions to understand what had happened and most of the time, before I answered, the phantom people talked as if they were called into question.

I was afraid, afraid for Simona, I was afraid for myself but above all I was afraid of people, those people who pretended to be ignorant, who passed by or hid.
People capable of understanding and of willing, capable of snubbing a poor woman in need, the same people who profess themselves as Christians and who do not even tend a hand.
I know these people, or rather, I know the country and the state in which I live, ready to complain and demand, always on the front line to judge and then receiving help is unthinkable.
You make me sick!
I am not a hero I do not care, I acted because my conscience imposed it on me but from what I saw in my own small way and that I see every day at national level, conscience is a luxury for the few.

Unfortunately I haven't heard from Simona, I don't know what she has been through and what she is going through but I wish her to make it and have a lot of strength and I hope for her that life will allow her to meet more humane people.


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Fonte Pexels Immagine CC0 creative commons.


ITA
Vi siete mai trovati a dover aiutare qualcuno? Magari una persona che non conoscevate ma che si trovava in una situazione problematica? Quando succede gli stati d’animo sono molteplici, complessi e difficilmente descrivibili.
Sabato stavo tornando a casa dopo un appuntamento lavorativo, guidavo, erano passate le 12:00, ero affamato e un po’ stanco, svolto ad un incrocio, mancano due vie per arrivare alla mia abitazione e noto una persona distesa a terra sul manto stradale, proprio al centro della strada.
Le autovetture le passano accanto, la schivano, rallentano quel poco solamente per vedere chi è e cosa sta facendo ma poi riprendono la marcia, ovviamente la curiosità non la si può tenere a bada. Ammetto di essermi incuriosito anch’io quindi accosto e scendo dalla mia macchina, avvicinandomi mi rendo conto che la persona in questione era una donna, una povera donna in uno stato alterato di coscienza, confusa, sdraiata in posizione prona, ogni tanto alzava la testa blaterando cose senza senso. L’istinto mi dice di avvicinarmi di più per capire la gravità della situazione, avevo il telefono pronto per comporre il 118 e chiamare un’ambulanza, faccio una semplice domanda alla donna: “tutto ok?” Lei si alza di scatto e comincia ad inseguirmi chiamandomi Beppe. Ero impaurito, la persona in questione aveva la bava alla bocca, gli occhi sbarrati, i pantaloni calati, un maglione indossato al contrario e senza scarpe. Nel frattempo si erano fermate un paio di macchine e grido ad uno dei conducenti di chiamare un’ambulanza, ero preso dalla fuga.
Nel frattempo la folla di curiosi aumentava ma tutti si tenevano a distanza, c’era chi si nascondeva dietro le finestre di casa o chi, tranquillo in macchina faceva il guardone, il problema è che nessuno prestava soccorso.

Un uomo, vedendomi in difficoltà, chiamò ambulanza e carabinieri.
La donna si calmò e cominciò a parlare ad un palo, io ripresi un attimo fiato cercando di razionalizzare quello che stava accadendo e notai due bambini, nel giardino vicino alla strada, che stavano osservando tutto, ho scoperto più tardi che erano due dei quattro figli della povera donna.
Il soccorso medico era stato allertato le forze dell’ordine pure, la donna pareva essersi calmata, cercai di avvicinarmi per capire, provare ad aiutarla e la vidi con i pantaloni calati fino alle caviglie, sembrava in un altro mondo, frasi sconnesse e bava costantemente intorno alle sue labbra ma la cosa più impressionante erano gli occhi: neri, enormi e dannatamente inquietanti.
Il tempo passava, la gente se ne andava io mi sentivo in colpa, non so perché ma non volevo abbandonare la donna.
Ad un certo punto ricominciò a correre e si gettò in un corso d’acqua che fiancheggiava la strada, un fosso utilizzato per irrigare i campi, acqua gelida e sporca, ho pensato al peggio. Le urlavo di uscire ma lei era come se non mi sentisse. Si era anche tagliata perché era passata in mezzo a dei rovi.
Quando uscì dall’acqua scavalcò una recinzione cadendo di schiena sul terreno, si alzò subito e ricominciò a correre, era fradicia e sporca, incapace di capire e sentire dolore evidentemente.
Si sedette a terra e io colsi l’occasione per cercare di calmarla, mi avvicinai e cominciai a parlarle le chiesi il nome( Simona), il cognome e l’età e stranamente mi rispose. Volevo aiutarla, volevo evitare che si facesse seriamente del male e parlare mi sembrava la giusta mossa.
Mentre le parlavo arrivò un uomo, mi dissero poi che era il suo compagno, che la prese e la portò in casa.
Abitavano proprio nella casa di fianco alla strada in cui l’avevo trovata.
Arrivò l’ambulanza, erano passati nemmeno 15 minuti dalla telefonata ma mi sembrava un’eternità, le forze dell’ordine non si sono mai fatte vedere.
I soccorritori entrarono in casa ma la cosa assurda è che all’arrivo dell’ambulanza si sono materializzate, come per magia, decine di persone, tutti preoccupati e tutti con qualcosa da dire.
Il medico mi fece un po’ di domande per capire cosa era successo e il più delle volte, prima che io rispondessi, le fantomatiche persone, parlavano come se fossero chiamate in causa.

Ho avuto paura, paura per Simona, paura per me stesso ma paura soprattutto delle persone, quelle persone che facevano finta di nulla, che passavano oltre o che si nascondevano.
Gente capace di intendere e di volere capace di snobbare una povera donna in difficoltà, la stessa gente che si professa cristiana e che poi non tende nemmeno una mano.
Conosco questa gente, o meglio, conosco il paese e lo stato in cui vivo, pronti a lamentarsi e pretendere, sempre in prima linea per giudicare e poi ricevere un aiuto è impensabile.
Mi fate schifo!
Non sono un eroe non mi interessa, ho agito perché la mia coscienza me lo imponeva ma da quel che ho visto nel mio piccolo e che vedo ogni giorno a livello nazionale, la coscienza è un lusso per pochi.

Purtroppo non ho avuto più notizie di Simona, non so cosa abbia passato e cosa stia passando tutt’ora ma le auguro di farcela e di avere tanta forza e le spero per lei che la vita le permetta di incontrare persone più umane.

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sono come te, credimi!!!pronta sempre ad aiutare e senza paura, fregandomene di ciò che pensa la gente comune che spesso evita anche di passare accanto a persone che stanno male...e mi chiedo cosa resta della vita allora? che senso diamo alla stessa?