Arturo Battaglia:scrittore/investigatore 15 Alla locanda

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Bene, dopo una nottataccia in bianco durante la quale avevo l’adrenalina a mille e mi aggiravo solitario in casa, talvolta lavorando per il mio editore e talvolta guardando in modo ossessivo il mio orologio, mi vestii velocemente perché desideravo uscire. Sembrava quasi che volessi rubare tempo al tempo e anelavo con ansia ansimante il mattino.
Ore sette finalmente.
Ero già pronto e volo al commissariato.
E chi ti incontro prima di arrivare? Lei, la signora Abbotti!
-Mattiniero dottore?
-Mmmmm….Non sono dottore! E ….sì, mattiniero e di fretta. (Poi ritornai sui miei passi e tornai un attimo indietro)….Signora…Aspetti un minuto, prima di tutto mi volevo scusare per il mio atteggiamento sempre così sfuggente, ora però ho bisogno del suo aiuto. Mi può dire tutto quello che sa e quali sono i suoi sospetti?
-Oh….Finalmente, sono giorni che volevo intervenire, mi fa piacere che me lo abbia chiesto lei. Allora da dove vuole che parta?
-Beh….facciamo una cosa, la invito a pranzo, ora vado davvero di fretta, suppongo abbia molto da dirmi. Ci vediamo alle 13:00 alla locanda di fronte al distributore di benzina. Ok?
-Va bene, la raggiungo lì, però una cosa ci tengo a dirla ora: fate presto a prendere il colpevole, perché se è chi penso io, quell’essere in libertà è una serpe della peggiore specie.
Ci salutammo e scappai di corsa vero il commissariato.

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Al commissariato lessi accuratamente la cartella del signor Corti e le conclusioni furono: arrogante pallone gonfiato, chiacchierone arricchito ma fondamentalmente innocuo, al massimo un giorno si prenderà una querela ma non è un assassino…almeno per ora.
Discuto un poco con gli ispettori sul da farsi e decidiamo che sarebbe stato il caso di convocare in commissariato la moglie di Alfio, la signora Mirella Vanni, la figlia Rosa e poi il signor Alfio. Attivammo così tutte le procedure per le convocazioni e poi, una volta libero, mi diressi alla locanda immaginando passo dopo passo cosa avrebbe potuto dirmi.
Arrivai, entrai nella locanda, e vidi che la signora Abbotti era già seduta ad un tavolino per due, vicino alla vetrata, che affacciava sull’altro lato della strada che apriva lo sguardo sul distributore di benzina.
-Salve signora, ce l’ho fatta ad arrivare in tempo, tutto bene ha già ordinato qualcosa?
Annuì con un cenno del capo mentre si stava avvicinando l’oste, al che chiesi di portarmi un aperitivo e dell’acqua tonica. Terminati i rituali iniziali chiesi diretto delucidazioni alla signora Abbotti, la quale, principiò così:
-La famiglia Tamburo non è una delle più antiche di questo paesino ma sicuramente la più ricca. Il signor Alfio ha ereditato il posto del padre in banca che, tutto sommato, era riuscito a creare dei rapporti discreti tra vicini e compaesani. Poi è arrivato Alfio, da giovane il classico sfigato e bruttino, a scuola era sempre deriso, le ragazze lo trattavano nemmeno come amico perché totalmente privo di personalità. In età avanzata, dopo vari tentativi falliti, incontra la signora Mirella. All’epoca era una ragazza non bella ma procace. Usciva da una relazione lunga che l’aveva segnata in quanto l’ex, uomo indipendente e di grande personalità si era stancato di lei e la mollò così da un giorno all’altro, ad un passo dall’altare. La donna a seguito di questo “lutto” ebbe un forte esaurimento nervoso ed ingrassò notevolmente. Dicono per l’uso eccessivo di psicofarmaci…ma di questo non ho certezza….
Improvvisamente la signora Abbotti si fermò e cominciò a guardare alle mie spalle…
Al che mi voltai.

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La signora Abbotti vorrebbe essere la Signora in Giallo (e tra l'altro è vedova pure lei)😁. Fortunatissima, però, la Mirella Vanni😱

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